Spice è il laboratorio di insight che trasforma i consumatori in persone.
Il gap tra intenzione dichiarata e comportamento effettivo non è un'anomalia: è la norma. È lì che la ricerca deve guardare.
Psicologia sociale e consumer psychology per capire come le persone si comportano davvero, ogni giorno.
Le persone non "entrano nel funnel". Vivono. Sono Anna, che ama le novità ma usa lo stesso detersivo da trent’anni, perché le ricorda sua madre. Sono Gianni, che ordina l’insalata davanti ai colleghi e si ferma al fast food, tornando a casa.
La ricerca tradizionale ha cercato risposte chiedendo "Su una scala da 1 a 10, quanto è importante la sostenibilità?". Tutti dicono 8. Nessuno compra 8.
Spice lavora esattamente per superare questa distanza.
Osserviamo i comportamenti in contesto reale, studiamo le decisioni nel quotidiano, analizziamo le motivazioni profonde con gli strumenti della psicologia sociale e del consumo. Portiamo rigore scientifico dove conta davvero: nel frigo, nel carrello, nel caos della vita vera.
Facciamo ricerca qualitativa science-based per comprendere i comportamenti quotidiani nel loro contesto reale.
Non ci limitiamo a raccogliere opinioni: osserviamo ciò che le persone fanno davvero, nei luoghi e nei momenti in cui le scelte prendono forma.
Approfondiamo con loro bisogni, identità e rituali.
Il nostro approccio
Il nostro lavoro integra psicologia, scienze sociali ed etnografia:
La casa è il luogo in cui si concentrano le scelte più autentiche.
Dove le persone abbassano la maschera sociale e mostrano i comportamenti reali.
Dove l'abitudine, l'identità e il contesto si intrecciano ogni giorno.
Qui il dichiarato conta poco.
Qui contano i gesti ripetuti, le routine, le negoziazioni familiari, le scorciatoie mentali.
Studiamo come i brand entrano nelle case e nella vita quotidiana delle persone.
Non nei focus group. Nelle cucine vere.
I settori in cui eccelliamo
Studiamo i comportamenti domestici applicando i modelli della psicologia del consumatore e delle scienze sociali ai contesti reali di vita.
Non partiamo da ciò che le persone dichiarano, ma da ciò che fanno ogni giorno, nei loro spazi, nelle loro routine, nelle loro relazioni.
Per leggere questa complessità, abbiamo identificato cinque dimensioni complementari.
Nessuno decide da solo.
Ogni scelta domestica è negoziata dentro relazioni familiari e sociali.
Il perché conta più del cosa.
Euristiche, bias, abitudini e gap tra intenzione e azione guidano le scelte quotidiane.
Mai solo un target.
In ciascuno convivono visioni multiple, spesso contraddittorie.
Il dove cambia tutto.
Spazi, momenti e presenza degli altri modificano radicalmente i comportamenti.
La vita vera, non i focus group.
Routine e micro-rituali automatici raccontano più di qualsiasi dichiarazione.
Le nostre ricerche si fondano su costrutti consolidati di psicologia sociale, consumer psychology e scienze cognitive.
Non utilizziamo la teoria come cornice narrativa, ma come strumento interpretativo per leggere i comportamenti osservati nel quotidiano.
I principali riferimenti teorici che guidano il nostro lavoro sono:
Le norme sociali sono codici impliciti che guidano il comportamento, spesso in modo non consapevole. Numerosi studi mostrano come le norme alimentari e domestiche influenzino sia le scelte sia le quantità consumate (ad esempio: Higgs, 2015). In casa, le norme non sono astratte: sono pratiche apprese, imitate e trasmesse.
La presenza di altri modifica sistematicamente il comportamento di consumo attraverso tre meccanismi principali: modeling, social facilitation e self-presentation (Herman, Roth & Polivy, 2003). Mangiamo, compriamo e usiamo i prodotti anche per regolarci rispetto agli altri.
Oggetti, spazi e pratiche domestiche funzionano come estensioni del sé (Belk, 1988). La casa non è solo un luogo funzionale, ma un palcoscenico identitario in cui il consumo comunica chi siamo e chi vogliamo essere.
Le identità sociali influenzano sistematicamente i comportamenti di consumo (Tajfel & Turner, 1986). Le pratiche quotidiane (che cosa si compra, come si cucina, come si organizza la casa) diventano marcatori di appartenenza e distinzione.
La maggior parte delle decisioni quotidiane è guidata dal Sistema 1: automatico, veloce, euristico (Kahneman, 2011). Quando chiediamo “perché”, otteniamo spesso una razionalizzazione post-hoc, non la causa reale del comportamento.
Il divario tra intenzione dichiarata e comportamento effettivo è sistematico e prevedibile. Il contesto fisico e sociale ha spesso più forza dell’intenzione consapevole. Questo rende il self-report uno strumento necessario ma insufficiente.
L’ambiente non è neutro: invita certi comportamenti e ne scoraggia altri (Gibson, 1979). Gli spazi domestici (cucina, dispensa, bagno) incorporano affordances che orientano le pratiche quotidiane senza bisogno di deliberazione.
La distanza psicologica influenza come le persone pensano e decidono. Il momento della spesa attiva costrutti astratti (“dovrei mangiare sano”), mentre il momento del consumo attiva logiche concrete e situazionali (sono stanco, voglio qualcosa di facile).
Gran parte del consumo quotidiano è rituale: sequenze ripetute di azioni cariche di significato simbolico che vanno oltre la funzione strumentale (Rook, 1985). I rituali domestici stabilizzano identità, ruoli familiari e senso di controllo nel quotidiano.
Dalla teoria all’evidenza osservabile.
Il metodo Spice combina ricerca qualitativa profonda e strumenti di analisi avanzata per ridurre il rischio interpretativo e aumentare la solidità degli insight.
Osservazione naturalistica, etnografia domestica, interviste in profondità e tecniche proiettive per accedere ai livelli impliciti del comportamento.
La teoria guida l’interpretazione dei dati, non la loro forzatura.
Triangoliamo evidenze qualitative e quantitative per:
- validare la rilevanza degli insight
- stimarne la diffusione
- testare trade-off realistici in contesto
Ogni progetto combina metodologie diverse in base agli obiettivi. Non chiediamo solo. Osserviamo, mappiamo, provochiamo, misuriamo.
Osservare il comportamento in un contesto reale
Etnografia domestica, shadowing, shop-along, osservazione partecipante nei contesti d'uso naturali.
La nostra specializzazione è l'etnografia in casa: entriamo nelle cucine, osserviamo le dispense, seguiamo i rituali mattutini, capiamo come gli spazi domestici influenzano i consumi.
Esplorare significati, motivazioni, narrative
Interviste in profondità, conversazioni semi-strutturate, etnografia digitale, interviste narrative. Parliamo con le persone nei loro spazi domestici, dove si sentono a loro agio per raccontare le storie vere dietro le scelte quotidiane.
Visualizzare relazioni, journey, sistemi di influenza
Customer journey mapping domestico, mappe di stakeholder familiari, network analysis, sistemi di decisione in casa. Mappiamo chi influenza davvero le scelte domestiche: partner, figli, genitori, coinquilini, vicini.
Attivare emozioni, associazioni, proiezioni
Tecniche proiettive, collage, storytelling, esercizi metaforici, risposta a stimoli. Esploriamo le associazioni emotive profonde con gli spazi domestici, i rituali casalinghi, i brand che entrano in casa.
Misurare dimensioni, priorità, reazioni
Survey quantitative, MaxDiff, test di concept, conjoint analysis, esperimenti comportamentali.
Misuriamo preferenze su prodotti domestici, priorità nelle scelte casalinghe, reazioni a innovazioni per la casa.
Generare idee, soluzioni, design partecipativi
Workshop creativi con famiglie, design thinking in contesti domestici, prototipazione rapida con consumatori nelle loro case, living labs domestici. Coinvolgiamo le persone nel progettare soluzioni per i loro spazi e rituali casalinghi.
Approfondire percezioni, valutazioni e rituali
Test sensoriali contestualizzati, analisi di rituali di consumo domestico, valutazione esperienziale di prodotto in casa. Non testiamo in laboratorio: valutiamo come i prodotti performano nella cucina vera, durante la routine mattutina, nel disordine della cena in famiglia.
Intercettare conversazioni spontanee, trend, nicchie
Social listening su temi domestici, netnography di comunità focalizzate su casa e famiglia, analisi di conversazioni digitali su cucina/pulizia/organizzazione domestica, monitoraggio di forum e gruppi su genitorialità e gestione casa.
Per Spice l’intelligenza artificiale non è una soluzione facile né intercambiabile.
È una tecnologia che ci ha aiutati a ripensare il nostro modo di fare ricerca: domande, processi, ruoli, responsabilità.
Non la usiamo per ottimizzare le risorse. Abbiamo integrato l’AI nei nostri flussi di lavoro come infrastruttura di supporto alla conversazione, all’osservazione, all’empatia o all’interpretazione teorica.
L’AI infatti amplifica:
Ma non decide cosa è rilevante.
Non distingue ciò che è solo descrittivo da ciò che è utile, che resta una responsabilità umana.
Supporta desk research, sintesi della letteratura, analisi esplorativa delle conversazioni e formulazione di ipotesi. Non sostituisce il design della ricerca: lo rende più informato.
Affianca il lavoro del ricercatore nella trascrizione, nella codifica progressiva e nell’individuazione di segnali emergenti, senza interferire con l’osservazione in contesto.
Utilizziamo strumenti di supporto per facilitare il confronto sistematico tra le evidenze.
L'integrazione degli insight è sempre guidata dai ricercatori.
Supporta il collegamento tra insight, scenari e opzioni decisionali. Non genera risposte: aiuta a esplorare le conseguenze delle scelte.
Spice Research nasce dall'incontro tra psicologia e marketing.
Non siamo solo ricercatori.
Siamo interpreti della quotidianità: trasformiamo la complessità del comportamento umano in indicazioni di business chiare e utilizzabili.
Matteo Cantamesse, PhD
Founder & Lead Researcher
Matteo ha fondato Spice ed è responsabile del design di ciascuna ricerca.
La sua formazione combina psicologia, antropologia e scienze sociali applicate alla consumer psychology.
Lavora all’intersezione tra ricerca sul campo e strategia, traducendo insight complessi in decisioni concrete per brand e team di innovazione.
Jessica Vicenzi
Senior Researcher
Jessica guida e coordina i progetti di ricerca, con una solida esperienza in progetti multimetodo.
È specializzata nella ricerca della semantica dei dati e nel trasformarla in insight di valore, lavorando a stretto contatto con i team dei brand lungo tutto il processo di ricerca.
Siamo parte di reti internazionali di ricerca qualitativa e psicologia del consumatore
Ti risponderemo entro 48 ore con un'ipotesi di approccio.
Scrivici direttamente a info@spice-research.com, oppura compila il form
Grazie! Ti risponderemo presto.